Alla ricerca di sobrietà.

Sì, cerchiamo sobrietà .
“Sobrio” è il contrario di “ebrius”, che significa sbronzo, inebriato, esaltato, agitato, smisurato; insomma, fuori controllo. Una ricerca difficile in un periodo in cui tutti sembrano ricercare consumi, piaceri, cose materiali, lusso, edonistiche soddisfazioni personali. Sobrio, al contrario, è sinonimo di equilibrato, misurato, entro i limiti.
La sobrietà è semplicità ed essenzialità, capacità di resistere e di rinunciare, buon gusto ed armonia.
La sobrietà ha la capacità di identificare una diversa dimensione della vita attraverso la forza della cura: la cura, l’attenzione e finanche lo stupore per le piccole cose, per le sfumature, per il dettaglio. La sobrietà può aprirci ad una civiltà in grado di apprezzare eleganza, bellezza e qualità.
La sobrietà può costituire una scelta di politica generale: la preferenza per il rispetto del limite che rifiuti l’eccesso dei consumi, dell’accumulo, del possesso, della superiorità del proprio “io”. La preferenza per uno stile di vita nel quale la ricerca del bello, del buono, dell’amabile, determini la concretezza delle scelte quotidiane.
La sobrietà è uno stile di vita virtuoso che trasporta ogni uomo in una nuova relazione con gli altri.
Chi è sobrio riesce a curarsi per l’altro, in piena condivisione di vita.
Proviamo a cercare sobrietà. Proviamo ad educarci alla sobrietà. Può essere una buona occasione per riscoprirci tutti straordinariamente belli e ricchi.








