…ancora sulle crociere!

Ultimamente comincio seriamente a temere – per varie ragioni – che leggere mi faccia male.
Mi capita spesso, infatti, di preoccuparmi di questo singolarissimo morbo che ti fa entrare in libreria, toccare libri, sfogliarli, magari leggendone addirittura la prefazione; oppure di guardare con curiosità riviste varie, confidando che possa esserci qualche cosa di interessante. Maledetta curiosità, che spesso ti porta a vedere – e leggere – cose di cui avresti potuto volentieri fare a meno.

Arriviamo al dunque. Tutta questa premessa per dire che il mio disagio “post crocieristico”, esploso a metà luglio, pacato dopo qualche settimana, riemerso a metà agosto con la lettura di due articoli su “Panorama” e “L’Espresso”, sfogato con un articolo invettiva (già pubblicato, anche con un link sulla mia pagina di “Facebook”), riassopito dopo quello scritto, mi investe ancora casualmente per colpa di questo morbo, patologico ed incurabile, che è la lettura.

https://eugenioscagliusi.it/una-crociera-nel-mediterraneo-come-avevo-promesso-eccolo/

La lettura, anche questa volta, di un articolo su “Panorama”: per la precisione il n. 49 del 3 dicembre 2009, pagina 155, dal titolo “E la crociera…Costa meno”. E già mi ritorna il dubbio che questi articoli siano prezzolati: spazi pubblicitari lautamente acquistati sulle pagine “Economia”. Non posso pensare che un settimanale, a cadenza periodica, in perfetta coincidenza con i periodi di punta delle vacanze, dedichi involontariamente – e, soprattutto, gratuitamente – una sua pagina al “sistema crociera”.

Ebbene, questa volta il carissimo signor Pier Luigi Foschi, amministratore delegato di “Costa Crociere”, usa questo stupendo mezzo comunicativo per parteciparci la sua “mission”: avendo tre nuove navi, dovrà vendere il 35% di posti in più, ben 9.500 posti extra al giorno (!) da piazzare e, per farlo, dovrà abbattere i prezzi.

Evviva, evviva! Gioiamo tutti quanti nel sapere che questi fantastici capitalisti di casa nostra abbatteranno ancora i prezzi di listino per coprire i maggiori debiti che hanno contratto con il ceto bancario. Ed ovviamente il caro Foschi si affretta a precisare che “…il momento buono per andare in crociera è adesso…”. E già, perché la disoccupazione che cresce raffredda la voglia di vacanza che, però, per fortuna, quando va bene si rinvia all’ultimo istante. Ed allora, corriamo tutti a trascorrere Natale e Capodanno in crociera, per così consentire al Foschi di rispettare il tasso di occupazione uguale a quello di 12 mesi fa, aumentando i passeggeri del 20%, in linea con i posti disponibili, senza attaccare la “sua” redditività.
Certo, ci mancherebbe altro: salvaguardiamo la redditività dell’impresa, prima di tutto. Altrimenti come fanno – poverini – a pagare il ceto bancario che li finanzia, alla faccia dei piccoli risparmiatori, quelli che piuttosto che spararsi i pochi sudati risparmi in crociera li affidano proprio a quel ceto bancario?

Eh sì, speriamo che questa crisi finisca, perché solo così “…i prezzi dovranno consentire una remunerazione più alta. Altrimenti non si possono più ordinare navi nuove…”. Gli ordini delle navi, infatti, sono bloccati da 18 mesi. Una disgrazia. Perché “…le navi sono oggetti costosissimi, che si costruiscono solo con i finanziamenti. Oggi le banche sono più disponibili con i grandi investitori come noi, ma i tassi d’interesse sono molto alti…”.

Caro Pier Luigi, consentimi la confidenza di chiamarti per nome.
Mi sono rotto con questa storia della produttività e la redditività del sistema crocieristico.
Piuttosto che contrarre nuovi debiti per ordinare nuove navi (la prossima, la “Deliziosa”, mi dici che la vari a Dubai a Febbraio), pensa piuttosto a reinvestire i fantastici utili nell’impresa ed a cominciare a ripianare i debiti, che non puoi andare avanti all’infinito… Prima o poi, tu ed i tuoi compari pseudoconcorrenti scoppiate; non riuscirete più a mantenere il livello di vendita del 35% di posti in più per ognuno; a chi cavolo la vendete, la crociera, anche ai cinesi o ai paesi del terzo mondo?
E quando non riuscirete a mantenere questi livelli di vendita come cavolo li pagate i vostri debiti?
Ah, forse le navi sono offerte a garanzia del pagamento dei debiti. Ma se non pagate, chi cavolaccio se le compra? Forse le banche stesse?

Al diavolo tutte le crociere e tutti gli armatori capitalisti del mondo…
Soprattutto se, per garantirsi il maggior numero di passeggeri e diminuire i prezzi di listino, dovranno imbarcare un maggior numero di pirati come quelli che ho visto a bordo qualche mese fa…
Lasciamo stare, che è meglio. Perché potrebbe sembrare che voglia favorire una scelta politica borghese ed elitaria. Manco per niente. Vorrei solo che il cane la smetta di mordersi la coda!

Confermo. Per quello che mi riguarda, niente più crociere. Basta così.
Forse tra qualche anno mi pentirò e me ne andrò ai mari del nord, anzi proprio tra i fiordi norvegesi.
Ma per il momento, l’anno prossimo me ne sto una settimana in campagna: risparmio, dormo di più, me ne vado al mare, nel fantastico mare di Polignano, località Port’Alga; e se proprio mi voglio organizzare una escursione, scelgo – a piedi, con la bici o con la mia fantastica vespa del 1978 – il gran tour delle contrade: Casello Cavuzzi, Lamafico, Petrarolo, Madonna del Rosario, San Gerardo, Virbo, Chiesa Nuova, Commisso, ritorno a Casello Cavuzzi; con eventuale allungamento in agro di Conversano. E i tuoi “buffet”, caro Pier Luigi, alle colazioni, pranzi e cene di mia suocera, compreso panzarotti, parmigiana ed arrosti vari, gli fanno un baffo…

Addio…per sempre. E giuro anche che non ti leggerò mai più!