Elezioni comunali baresi…ma non solo.

È finita la compagna elettorale? Ah, bene. Allora posso pubblicarlo.
Seguo in maniera interessata le campagne elettorali per le elezioni comunali a Bari da almeno venticinque anni. Lo faccio a Polignano a Mare, dove abito, da almeno cinque anni prima. Non me ne vorranno gli amici e clienti baresi, ma una campagna elettorale così deprimente, squallida e politicamente insignificante come quella appena terminata per l’elezione dei Sindaco e del Consiglio Comunale di Bari, non l’avevo mai vista.
Da un mese a questa parte, o poco meno, non c’è stato un solo giorno in cui non abbia ricevuto inviti ad incontri “politici”. Addirittura bipartisan , nota alquanto singolare per uno che – pur criticamente – milita nella coalizione di centro destra e, nonostante le tante difficoltà, ritiene alquanto improbabile, per varie ragioni, potersi collocare altrove.
Ma la singolarità non è stata tanto questa, quanto l’oggetto degli incontri. Dibattiti? Nulla. Manifestazioni di partito? Poche. Incontri di presentazione di candidati? Un paio. Invece, qualche decina di sms, whazzapate varie ed inviti su social metwork per adunanze di piazza con la specificazione del “…focaccia e birra per tutti…” , “uascezze” varie, concerti e soprattutto inviti ad aperitivi, spritz, cocktail, “colazioni con” o “caffè con”…
Strano. Nel periodo della Prima Repubblica almeno ti invitavano ad un incontro e poi si finiva con il mangiare. Così, prima di mangiare, qualcuno per almeno una buona oretta parlava. Qualcuno parlava di qualche cosa. Adesso, invece, ti invitano direttamente a mangiare. Il parlare non interessa più. O forse della politica non frega più niente a nessuno.
A nessuno interessa conoscere il tuo pensiero, i tuoi obiettivi, i tuoi valori, la tua visione del paese…
Di chi è la colpa? Dei candidati o dei cittadini? Come per altre occasioni, è nato prima l’uovo o la gallina… Boh, non me lo ricordo più… Ma so che necessita un moto d’orgoglio. Chi deve cominciare prima? I cittadini. Ma non solo al momento della scelta, ma molto prima: mettendoci la faccia e provando a cambiare metodo e sistema.
Le vere rivoluzioni sono quelle di chi con animata passione si contrappone ad un modello culturale che ritiene sbagliato e prova concretamente a cambiarlo. Provate a fare politica solo con la forza delle idee.
È difficilissimo, ma straordinariamente bello ed eticamente gratificante.








