Festa patronale e rischio degli idoli.

Ritorniamo a parlare della nostra festa patronale, la festa di San Vito a Polignano a Mare.
Lo facciamo per proporre una riflessione che parte dalle parole del parroco, don Gaetano Luca, che al termine della processione della vigilia, il 14 Giugno, prima che la statua del santo salisse sull’altare, come sempre allestito in Piazza Vittorio Emanuele, ha detto: “Anche San Vito può diventare un idolo”.

La festa è finita. Proviamo a continuare a riflettere, dopo tre giorni di festa. Perchè quelle parole ci provocano un dubbio: non è che per caso la festa, il folclore, hanno preso il sopravvento sulla dimensione spirituale? E se ci fossimo fatti tutti distrarre da luci, bancarelle, fuochi e giostre?

A queste domande, la cui risposta affermativa purtroppo è scontata, si può dare – invece – un giusto seguito proprio in rapporto alla crisi economica, sociale, culturale e famigliare che stiamo vivendo, confidando che serva a far riflettere tutti.

Le sempre più crescenti difficoltà economiche ad allestire una festa patronale, possono portarci a recuperare quel senso di comunità che i nostri antenati sposavano in pieno quando c’era da far festa per il Patrono. Festa autentica, senza luci, fuochi e giostre, ma con la preghiera verso il Santo Bambino, al quale ci si affidava per il raccolto di un anno, per le difficoltà delle famiglie, per le malattie che – allora come oggi – non hanno una cura.

Se tutta la comunità riuscirà nella sfida del recuperare questo sentimento, dopo che la statua di San Vito sarà scesa dall’altare in piazza, potrà salire sull’altare del nostro cuore e della nostra ragione.
Mai più affanni per farci belli agli occhi di chi la festa è solo lucro, ma solo gioia nello stare insieme; nel riunire le famiglie attorno al nome di San Vito; nel recuperare il senso di comunità che possa farci camminare uniti verso il futuro.

Questo è il vero senso della festa patronale.

(contributo di Roberto Centrone, giornalista)