Giornata di sport, tra cortei e riflessioni…

Ormai faccio sport da tempo.
Da dieci anni sono iscritto alla ASD Atletica Polignano ed ogni domenica partecipo a varie gare, non solo in Puglia. Ho scoperto i benefici dell’attività sportiva in età adulta e non intendo farne a meno.
In questi anni ho partecipato a 22 maratone, di cui 2 all’esterno. A fine novembre correrò la Firenze Marathon e a Marzo festeggio il decimo compleanno in maratona partecipando a quella di Roma. Scarsissimo, ma non mi ritiro mai. A casa si torna con la medaglia; sempre. Anche a costo di trascinarsi a piedi per cinque ore. Anche a costo di impiegare oltre 3’30” per un triathlon olimpico.
Nonostante tutte le altre occasioni, mi ritrovo a scrivere di sport su questo mio blog , come lo scorso anno, il giorno dopo la Targa Crocifisso, la classica di ciclismo elite ed under 23 che si svolge a Polignano da ben 64 anni.
Ieri è stata un bella giornata.
Tempo splendido. Sveglia alle 06.00. Ero iscritto ad una gara podistica ad Alberobello, Trullincorsa , valida come prova del campionato di corsa su strada Corripuglia .
Ho fatto anche colazione, cosa che invece non faccio mai quando vado a qualche gara. Uno con il mio fisico, che sarebbe finanche al limite della tabella verso il sovrappeso (!), non ha bisogno di integrare prima di una gara così breve. Ma ieri l’ho fatto: perché avevo deciso di raggiungere Alberobello, da Polignano, con la bicicletta da corsa. Una passeggiatina di circa 30 chilometri, giusto per aumentare il divertimento…
Tutto come previsto. Arrivo ad Alberobello, cambio della maglietta sudata, cambio scarpette e via.
Percorso impegnativo, ma la media prefissa è rispettata: 5’30” per chilometro, circa 55 minuti per coprire i dieci chilometri.
Rientro a Polignano e, con grande meraviglia, mi accorgo che il traffico su Via Martiri di Dogali è ancora aperto. Poco male, sarà fatto più tardi. Attraverso Piazza Moro. Traffico chiuso. E meno male! Se non oggi, quando? Lungo la strada che costeggia la piazza, le “ammiraglie” delle squadre dei ciclisti che preparano le biciclette. Alcuni ciclisti sono già in giro. Si parte dopo le 13.00.
Torno a casa, mi lavo ed esco a piedi, con mia moglie, tornando in piazza.
Prima della partenza, è tradizione svolgere un piccolo corteo. Bambini in bicicletta (ai miei tempi, in verità, eravamo tantissimi. Adesso qualche decina.) ed autorità locali accompagnano i ciclisti che depongono una corona al Monumento ai Caduti.
Lunga premessa necessaria a spiegare questa riflessione.
Adesso arrivo al dunque.
Da quando sono consigliere comunale, cioè da nove anni, ho sempre partecipato al corteo. Si tratta di una partecipazione simbolica, ma doverosa. Non serve a mettersi in mostra. A mio parere quel corteo deve essere utilizzato come mezzo promozionale, per sensibilizzare i più piccoli all’uso della bicicletta e gli adulti ad una diversa mobilità.
Invece ieri, dopo nove anni, nonostante la mia presenza in piazza, ho deciso di non partecipare a quel corteo. Perché? Perché la bicicletta, io, la uso veramente e – se non si fosse capito – sono in grado di pedalare o correre anche per diverse decine di chilometri senza fermarmi.
E ne ho piene le scatole di chi pensa di promuovere una diversa mobilità partecipando a cortei e manifestazioni, senza darne testimonianza diretta e senza impegnarsi seriamente a chiudere il centro al traffico almeno la domenica…
Sono stanco di cortei e manifestazioni inutili, utilizzati solo per far vetrina. E se mai in questi anni posso aver fatto vetrina anch’io (ma credo di non averlo mai fatto), ebbene è arrivato il momento di fare outing e prenderne le distanze.
Cortei e manifestazioni, come altre occasioni, comprese tutte le iniziative sportive promosse dalle amministrazioni comunali, devono servire a sensibilizzare, a creare cultura, a diffondere messaggi, idee, proposte, soprattutto valori utili e positivi. Altrimenti non servono a nulla.
Ultima considerazione. Nei quattro anni in cui ho ricoperto la carica di Presidente del Consiglio Comunale mi sono impegnato direttamente per l’iniziativa delle Domeniche senz’auto .
Sono sempre rimasto isolato perché, mi veniva risposto anche dai miei colleghi di maggioranza , “…ai polignanesi queste cose non piacciono…”
Sembra che i polignanesi siano abituati ad andar in giro con le automobili anche se devono prendere un caffè o un gelato.
Storie deprimenti. Non ho mai capito se sia vero. Credo che manchi la volontà politica di chiudere al traffico. Se ci fosse, si chiuderebbe e basta. Non come l’altra domenica ancora, quando, tornando da un’altra passeggiata in bicicletta, nonostante in piazza ci fossero le bancarelle del mercatino dell’usato, come al solito notammo che la piazza era ancora aperta al traffico su Via Sarnelli.
L’altra domenica, come tutte le domeniche.
Però ieri, guardando con attenzione, dall’esterno, cosa accade durante una manifestazione sportiva, ho capito che in effetti i cittadini vanno educati: perché, in maniera assurda, nonostante il transito delle staffette della gara, con passaggio dei ciclisti di lì a pochi minuti, c’è sempre qualcuno che, proprio allora, giusto in quel momento, deve attraversare la strada, deve correre a casa, deve andare a lavorare; insomma non può fermarsi cinque minuti.
Ma l’educazione compete alla classe politica. Che se non sa dare esempio, testimonianza, non potrà educare mai.
Buone gare a tutti.








