I benefici della corsa…

Se pensate di trovarvi davanti ad uno dei tanti comuni articoli che parlano dell’attività sportiva, della corsa in particolare, quale strumento per una migliore condizione salutare, cambiate indirizzo.
Quella che leggerete è una storiella allegra e carina, senza pretesa alcuna che non sia quella di raccontare un episodio realmente accaduto questa mattina.

Una domenica mattina senza gare, una mattinata da utilizzare per un allenamento lungo, lento, pianeggiante. In programma l’andata e ritorno da Polignano a Mola. Dopo cinque chilometri rimaniamo indietro in tre.

Si parla, si ride, si scherza. Serve anche a facilitare lo sforzo fisico. Siamo in tre. Qualcuno direbbe “tre personaggi”. Tipo i libri di Jerome K. Jerome.
Ci ritroviamo a parlare della corsa e dei suoi benefici.
La conversazione merita di essere qui riassunta. Ci provo.

Si tratta, in realtà, di una esemplare lezione di politica sociale e sanitaria da parte dell’esperto del gruppetto, che espone il suo pensiero. “In fondo facevano bene i comunisti dei paesi dell’Est, Russia, Cina, Romania, Bulgaria, Cecoslovacchia, ad imporre ai ragazzi di fare ginnastica. Mica per le medaglie alle olimpiadi! Ma perché così stavano meglio in salute e risparmiavano sulle spese mediche. Da noi, invece, chi è in sovrappeso e non fa attività sportiva ci crea un sacco di problemi. Anche a noi; perché paghiamo le tasse anche per loro. Tutta questa gente che non pratica sport e che, anzi, parla male di noi, sta sempre a combattere con colesterolo, trigliceridi, pressione alta, problemi cardiaci eccetera. Magari hanno anche l’esenzione dal pagamento del ticket per i medicinali, oltre che per le analisi. Poi capita che hanno un infarto e per salvarli gli si deve fare veloce una siringa salva vita, che al sistema sanitario costa un sacco di soldi. Quelli sono anche soldi nostri, dalle nostre tasse. Ma tu vedi se è normale che non solo ci dobbiamo stancare a correre, ma dobbiamo lavorare anche per pagare i danni che combinano quelli che non corrono.”

Intervento del secondo amico: “Giusto, chi ce lo fa fare!”

Intanto siamo arrivati ad una fontana e, ridendo, ci fermiamo a bere.
Riprende il primo: “Oh, allora quando ci stanchiamo fermiamoci. Basta a correre. Proviamo anche a sentirci male. Almeno così ammortizziamo noi stessi la nostra quota di contribuzione alla spesa sanitaria.”

Fine della lectio magistralis.

Morale della favola per i sedentari: correte, altrimenti fate un mare di danni. Non solo a voi. Ma anche a noi che già corriamo e che in parte dobbiamo contribuire alle vostre spese sanitarie.