Il bisogno di amicizia

Ci sono cose alle quali nessun uomo potrebbe rinunziare. Non tutte sono materiali. Tra le altre, irrinunziabile è l’amicizia. È il bisogno dell’amico come amico, del suo sorriso, della sua vicinanza, della sua presenza, del suo esserci.

Il bisogno d’amicizia investe la sfera più personale ed intima di ognuno di noi.
Nel rapporto d’amicizia vediamo l’altro oltre la sua dimensione di persona; vediamo l’altro come anima. L’amicizia è un legame tra anime.
L’amicizia è il legame che concorre più di altri a realizzare la trama di rapporti che conduce, infine, a costituire le comunità sociali. Una trama di rapporti fatta da reciprocità d’affetto, da flussi di simpatia comunicanti sicurezza, tranquillità, senso di appartenenza.

Il bisogno d’amicizia è certamente il più antico e radicato nell’uomo. Come l’amore, è insito nella sua struttura biologica; dunque, non è una conquista intellettuale di un certo tempo o di un certo popolo. Appartiene alla storia personale dell’uomo. Come carattere genetico, lega gli uomini in reciproca e convergente simpatia; come carattere conseguente a questo iniziale, è destinato a saldare e soddisfa tutti gli altri bisogni umani.

Solo l’amicizia porta al fare disinteressato, consentendo di liberarsi dalle costrizioni. Solo l’amicizia allontana dagli interessi egoistici. Quella dell’amicizia è una esigenza profonda, della persona umana e della vita stessa.

In definitiva, l’amicizia può essere il vero motore della vita sociale: una vita fatta di uomini impegnati a migliorare le condizioni, proprie ed insieme comuni.
Riscoprire il valore dell’amicizia vale quanto oliare il motore di un’auto: la mancanza condurrebbe a rovina certa.
A sua volta, l’amicizia deve costituire il motore vero di ogni azione, individuale e collettiva.

Quello dell’amicizia deve essere il fondamentale valore etico dell’azione umana, dell’uomo stesso e della vita nella sua interezza.

(nella foto, “Amicizia”, di Pablo Picasso, olio su tela, 1908)