In cerca di “buono” e “bello”.

Girare per le strade del proprio paese, a piedi o in bicicletta, consente di vedere le cose da una prospettiva diversa.
A volte si ha l’impressione di notare qualche novità. Consente il privilegio di guardare e considerare le cose in maniera solitamente trascurata.
Le cose sono lì non solo per essere guardate, ma anche per essere ascoltate, annusate, toccate, a volte persino mangiate.
Bisogna educarsi a guardare le cose, ma anche ad ascoltarle, annusarle, toccarle, mangiarle.
Un approccio al tempo stesso globale e delicato, che non stritoli le cose ma le lasci presentarsi nella loro articolazione. Anche nella loro complessità.
Si arriva così a scoprire quanto vi sia di buono e di bello nel mondo in cui viviamo.
Ma per farlo servono sguardi e cuori attenti e desiderosi di amore.
Una bella sfida: sguardi e cuori attenti e desiderosi di amore, pronti ad incontrare e valorizzare il buono ed il bello.








