Lavorare per l’alternativa

Si è sempre in molti a lamentarsi della politica, ad ogni livello. Capita anche a livello locale, dove nella quotidianità di ognuno si avvertono maggiormente le disfunzioni derivanti dall’amministrare la cosa pubblica.
Provare a favorire e lavorare per il futuro non è mai facile. Organizzare un’alternativa rispetto alle proposte politiche esistenti, poi, ancora più complesso. Ma è l’esperimento che si è voluto avviare a Polignano a Mare, dove è stato diffuso un sms brevissimo ma che non lasciava spazio ad equivoci: “La maggioranza politica di Polignano ti soddisfa? Scusa, elimina l’sms. Vuoi lavorare per l’alternativa? Ti aspettiamo domenica 11 ore 18 …” seguito dal luogo dell’incontro. Niente equivoci, dunque. Ma una chiara presa di posizione: “Sei soddisfatto? Bene. Allora scusa, cancella e resta pure a casa. Non lo sei e vuoi lavorare per l’alternativa? Vieni, mettici la faccia e cominciamo un percorso comune.”
Mi sono assunto l’onere di far circolare per primo il messaggio. Poi altri lo hanno condiviso e diffuso. Peccato che sono già da tempo schierato e che fraintendere è sempre facile.
Qualcuno ha pensato ad un incontro elettorale per le imminenti elezioni europee.
Qualche altro ha pensato che abbia già lanciato la prossima compagna elettorale per le comunali (tra tre anni!).
Qualcuno si è dispiaciuto per non aver avuto il messaggino.
Qualcuno pretendeva non si è ben capito quale esclusiva.
Qualche altro sembra volesse essere coinvolto nell’organizzare l’evento; salvo poi a boicottarlo con l’assenza.
Misteri e bellezza delle diversità!
Un amico, tre giorni prima, mi ha detto: “Sai, non ci si può sbilanciare…” .
Gli ho risposto: “Ah, capisco. Però a lamentarvi siete tutti bravi. Dovremmo provare ad invertire le parti: qualcun’altro a metterci la faccia ed io a lamentarmi. Sarei bravissimo, te lo assicuro.”
Un altro amico, invece, perplesso, mi confessava: “Sai, c’è troppa tendenza a destra…”.
A lui ho risposto: “Dove, scusa? Magari ce ne fosse. La destra e la sinistra sono morte da tempo. Pensare ancora a queste categorie significa morire con loro.”
Ecco, non voglio morire. È bella la vita. E la vita, comune e quotidiana, è anche politica. Dunque, è necessario interessarsene. Altrimenti non serve lamentarti per il se , il come ed il perché essa si occuperà di te.
La politica è cambiata. Con essa, è cambiato il ruolo dei gruppi organizzati; quelli che per intendersi si chiamano ancora – ma inopportunamente – partiti e che, in effetti, sono “partiti”, nel senso che non esistono più.
Lavorare per l’alternativa è complicato. Perché richiede un impegno costante e determinato nella costruzione di una nuova proposta politica: convincente, condivisa, precisa, fatta di obiettivi e progettualità da raggiungere.
Troppo complicato. Meglio e più facile favorire clientele. Salvo, poi, a non ricordare se è nato prima l’uomo o la gallina: se è la richiesta di aiuto che favorisce il sistema clientelare o il sistema clientelare che vive di bisogni. Peccato che questo tipo di bisogni non sia quasi mai di interesse generale, ma si tratti quasi sempre di bisogni singoli, specifici, individualistici.
L’esperimento è riuscito. Molti si sono incuriositi, anche grazie all’interessamento dei quotidiani locali. Anche loro, per il tramite dei rispettivi responsabili, avevano ricevuto solo l’ sms e non un comunicato stampa o altro invito. Così, per essere stato un primo incontro, anche provocatorio, si può essere soddisfatti.
Una cosa è certa: se si intende lavorare per una alternativa seria per il futuro, è ora di togliere le maschere, senza alibi di appartenenze o schieramenti. Altrimenti non ci sarà più motivo di lamentarsi. Il che può anche essere una scelta di vita, condivisibile o non che sia.
Per quello mi riguarda, l’occasione per lavorare l’ho fornita: la scelta successiva compete ad altri.








