LIBRI
Un nuovo volto per il diritto
DESCRIZIONE
I fatti umani della storia, attraverso l’azione dell’individuo, producono, al fine, esperienza giuridica. Il fenomeno giuridico, nella sua complessità, trova origine storica nell’azione e nel suo costituirsi. Nella storia, attraverso le azioni dell’individuo e delle comunità cui partecipa, azioni infinite e tutte in relazione tra loro, si producono valori che si trasformano politicamente in regole. Ogni singolo ha in sé, profonda, intima e segreta, la propria regola, la propria legge. Quella che prova faticosamente a tradurre in realtà pratica e regola positiva generalmente valida, cui tutti debbano attenersi. In fondo, è il fine ultimo della politica, funzionale alla sintesi tra desideri ed aspettative plurali, la cui vera e più grande sfida è “…accostare la norma alla vita, creare un vero ordine giuridico dall’esperienza comune, valorizzandola.” Vita e politica trovano unitarietà nel fenomeno giuridico attraverso l’azione umana, che, ispirata al lògos–sapienza d’amore, può condurre alla realizzazione di un’etica condivisa che abbia altresì validità giuridica. Il lògos–amore è vincolo perfetto di una società modello cui tendere quotidianamente, grammatica fondamentale per animare correttamente il mondo storico. V’è una missione da compiere: essere presenti, attivi, operativi nella storia attraverso l’esperienza giuridica. Con la consapevolezza della piena connessione tra l’individuo, la politica ed il diritto: l’individuo con la sua azione, attore protagonista del mondo storico; la politica, luogo di scelta ed indirizzo delle azioni; il diritto, il suo nuovo volto, strumento di coordinazione delle azioni in vista della piena realizzazione umana.
Lo sport valore di promozione umana. Tra diritto allo sport ed etica per lo sport
DESCRIZIONE
La vita è fatta di sfide; sfide continue e sorprendenti, individuali e collettive. A volte volute, altre occasionali e pur tuttavia generate da desideri ed aspettative di ognuno, anche intime e segrete. Appartiene alla naturale condizione della persona aprirsi alle esperienze più disparate, sempre nuove ed imprevedibili. Ogni giorno comporta una diversa aurora, mai ripetitiva, che ci apre la possibilità di ideare propositi, fissare obiettivi, programmare iniziative, scegliere percorsi; adoperarsi per raggiungere traguardi, ottenere risultati, produrre comunque iniziative. Questo percorso, il vivere, trova una significativa corrispondenza nello sport, sua fedele metafora, terreno di scontro tra forza e fragilità, tra fatica e riscatto, tra senso del limite e finitezza e desiderio di speranza e di anelito all’infinito. In fondo, praticare sport, nutrendosi di attese e tentativi di risultati, allena alla vita: perché consente di rimeditare la sconfitta, di abituarsi al confronto, di arricchire vicendevolmente le personalità di ognuno. Conviene, allora, praticare sport, riconoscendogli il giusto valore formativo di vita. Lo sforzo, la fatica, la sfida del superarsi in una disciplina atletica diventa anche stimolo per migliorare sempre come persona in tutti gli aspetti della vita, anch’essa sforzo, fatica, sfida quotidiana. Lo sport, con la sua tradizione antica e plurimillenaria, custodisce in sé un patrimonio antropologico da valorizzazione secondo l’esortazione di Papa Francesco a “mettersi in gioco”, nella vita come nello sport, “… dando il meglio di sé stessi, spendendo la vita per ciò che davvero vale e che dura per sempre.” Dall’analisi del sistema vigente che disciplina lo svolgimento dello sport, emerge una sostanziale inadeguatezza di quest’ultimo a favorire l’aspetto educativo rispetto a quello competitivo. L’Autore propone un diverso orientamento rispetto al mero raggiungimento del risultato: favorire una diversa etica sportiva nella quotidianità della vita, nella concreta pratica delle discipline sportive, può indurre la politica e gli organi di governo dello sport, ad adeguare norme e regolamenti in modo che, parallelamente al giusto riconoscimento delle prestazioni agonistiche, valorizzino e promuovano lo sviluppo e la crescita integrale della persona umana. È una sfida che riguarda ed interessa tutti; ancor più coloro che, fedeli laici, sentono la vocazione della presenza, nella vita storica, quali educatori, operatori, animatori sportivi.
Il Vivere Politicamente
DESCRIZIONE
Lo scopo dichiarato dell’Autore è dare dignità alla politica. È la vita che, diventando vita etica, nobilita la politica. Nucleo centrale della riflessione è l’azione, che è ciò che ci lega saldamente alla vita. L’originalità della ricerca non consiste tanto nel parlare di politica parlando della vita, quanto nell’offrire alla politica una cura etica, risolvendo l’esigenza del vivere politicamente, cioè dell’impegno quotidiano di ognuno nel costruire la vita comune, nel vivere eticamente. In questo modo, l’impegno a superare le criticità della politica diventa di tutti. Il percorso parte dall’esigenza di rieducarsi alla politica, che ci appartiene perché funzionale ad occuparsi di noi e del nostro vivere comune. Una politica della quale occorre interessarsi perché parte di noi. Non si può pensare al recupero della politica senza il recupero prioritario di ognuno, senza il recupero della dignità della persona umana e della sua centralità rispetto al mondo ed alla storia. Non può esserci una buona politica senza indagine sulla tensione quotidiana dell’uomo ad organizzare i bisogni della propria vita, propria e degli altri con i quali si relaziona. La vita è costituita da piccole infinite azioni quotidiane, cui bisogna dare valore nel loro insieme. Il fare politica coincide con lo stare nella vita, nel mondo, nella società, nelle istituzioni. Con tutte le preoccupazioni, disagi, interessi, bisogni. Nobilitare la politica non è impresa disperata; piuttosto, è un navigare in acque agitate che richiede passione e rispetto. Anche speranza, che è, in fondo, desiderio di andare oltre, di aspirare ad altro, di tendere a qualcosa di meglio. L’Autore non teme di aprire i confini della politica alla trascendenza. Trova, invece, le motivazioni più profonde per l’impegno e l’azione politica, nella missione ad essere pienamente cittadini, presenti qui, oggi, nella storia, guardando ad una vita altra. Con condotte di vita, qui, oggi, nella storia, non da astratto iperuranio, ma da comportamenti concreti e reali derivanti dalla rivoluzione culturale operata con il cristianesimo. Questo libro si presenta come una ricetta. Difronte alla malattia, la politica, tanti medici propongono cure diverse. Non è certo quale sia la migliore. Qui se ne propone una: il malato, la politica, deve curarsi da solo imponendosi una cura etica. Con buona pace di chi pone etica e politica su piani distinti e separati.
Per una POLITICA del DIALOGO
DESCRIZIONE
È necessario essere presenti; una presenza che non si appaga dello stare alla finestra o dello spiare dal buco della serratura, ma che intende vivere, responsabilmente, in maniera piena, costante e consapevole, ognuna delle infinite azioni della nostra vita. Non può fuggirsi dinanzi al dovere delle proprie scelte, quotidiane ed infinite, scelte di cui ognuno di noi è pienamente responsabile. La relativa scelta è sempre frutto della propria libera volontà, oltre che della ragione che ritiene quella azione come la migliore. In ogni momento del quotidiano vivere ci ritroviamo a scegliere tra azioni che tendano al sé stesso ed azioni che si aprono alla comprensione degli interessi altrui. Questi ultimi, infiniti e prevalentemente diversi dai propri, costituiscono l’elemento di novità e di ricchezza rispetto a quelli che già si conoscono. L’altro, così, ha sempre qualcosa di nuovo da comunicarmi, insegnarmi, trasmettermi. La ricerca dell’altro, attraverso il principio del dialogo, trova la sua forza – come il dialogo stesso – da essa stessa: la continua ricerca, l’anelito costante, il desiderio di comprensione. La scoperta della profonda valenza politica insita nell’auspicio di una civiltà dialogica, deve riconoscere a tutti la piena libertà d’espressione, la piena partecipazione politica, le condizioni affinché esse siano effettivamente fruibili. Attraverso questa scoperta si passa dalla presenza e dall’azione al dialogo. Dal dialogo alla convivenza universale, verso una società che possa diventare effettivamente globale e civile. Dunque, il dialogo non sono strumento metodologico, bensì quale stile di vita, prassi, ethos: la vita stessa come dialogo. Nasca una nuova sfida: capire se alla prevalente attuale concezione della politica, scomposta, aggressiva, sopraffatta da assordante rumore, generante disagio, possa opporsi, favorendola, una politica costruita attraverso il dialogo vero: silenzio e ascolto sono elementi imprescindibili. La nuova sfida è quella di contribuire a dare nuovo vigore ad una nuova e diversa cultura educativa, che veda, nel rispetto dell’altro e nel dialogo, gli strumenti per una civile e produttiva convivenza.
La politica... una idea
DESCRIZIONE
Una idea politica merita di essere considerata norma di vita solo se e quando riesce a garantire una giusta ed armoniosa convivenza, una sana e proficua relazione, un esteso ed universale consenso. Estraniarsi, distaccarsi, dissociarsi eventualmente da tale idea sarebbe come autocondannarsi nell’abulia del vivere che potrebbe sfociare nel rifiuto della propria personalità e determinare una caduta di totale degrado sociale ed etico.
Capita di dover spiegare perché nasca un libro. Forse si scrive prima di tutto per sé stessi; poi per il lettore, sperando che lo scritto non finisca al macero. In qualche caso si può addirittura sperare nella condivisione di una idea. Non comune, la mia idea di politica… Chissà se lo scriverne non valga a persuadermi! Quasi utopistica e per certi aspetti rivoluzionaria: lo sforzo è quello di pensare la politica non come studio dei problemi classici del potere, né delle attuali logiche di schieramento che la condizionano, ma come struttura che regola la vita, la vita di ognuno di noi, la vita in comune, la vita nella polis.
L’amore è il solo premio della vita, quello in grado di spiegare il perchè dell’azione, della pazienza e della fatica che essa costa.
INCONTRA EUGENIO
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