L’Uomo, il suo rapporto cosmico – sociale.

Emerso dalla terra, per sua natura e costituzione e per sua originaria collocazione l’Uomo è inserito nel cosmo come realtà cosmica e con una specifica funzione cosmica.
Non può estraniarsi, nella sua condizione di vita terrena, all’innato ed indissolubile rapporto con le altre realtà cosmiche, personali e non personali. Queste ultime, anteriori all’Uomo per origine nel tempo, autonome dall’Uomo nel loro essere e nelle leggi, ma inferiori all’Uomo per grado e dignità di essere, sono sottoposte all’Uomo, quasi affidate a lui, disponibili al suo uso e al suo godimento.

È eloquente da sé la permanente constatazione: l’Uomo dispone di capacità di uso e di dominio su tutte le creature; salvo sempre le loro leggi, questo uso e dominio si espande progressivamente in estensione e profondità. Cresce sempre, infatti, da parte dell’Uomo, la conoscenza e l’impossessamento della natura, delle sue disponibilità, delle sue leggi.

Nessun’altra creatura, nell’ambito degli attuali rapporti e delle attuali conoscenze, sovrasta o eguaglia l’Uomo. Ad ogni Uomo sono naturalmente affidate tutte le realtà terrestri perché egli ne abbia cura e se ne serva secondo le sue necessità vitali.

Ma nell’uso delle realtà cosmiche l’Uomo, non raramente per la sua ignoranza o per la sua presunzione, ne rimane vittima. Un grave errore, poiché l’Uomo, nessun uomo può dirsi dominatore assoluto ed arbitro delle cose.

Esistono limiti creaturali, cioè derivanti all’Uomo dalla sua stessa origine, dal fatto stesso di essere inserito nel cosmo, in una realtà “globale”, dove si necessita l’ascolto e l’utilizzo logico delle varie componenti dello stesso cosmo, dello stesso ambito nel quale egli vive.

L’Uomo, per sua natura destinato e collocato sulla terra, uomo tra uomini, uomo nel cosmo insieme ad una pluralità di componenti e di realtà cosmiche, non può essere inteso né compreso correttamente se non nel suo più pieno rapporto cosmico e sociale.

Il suo impegno primo ed essenziale deve essere quello di orientare e accrescere le infinite produttività che il cosmo stesso gli offre allo scopo di soddisfare le esigenze, sempre crescenti, di una umanità sempre più vasta e ricca di bisogni.

Si impone, oggi, una attenta ed ampia riflessione sul rapporto cosmico-sociale, rispondente non solo ad esigenze di carattere sociologico, ma soprattutto ad urgenze di carattere etico.

Solo una corretta, serena e quanto più obiettiva indagine del binomio Uomo – Cosmo, effettuata da un punto di vista etico, può illuminarci nel salvaguardare la socialità, essenza primordiale della vita dell’Uomo, ma che è oggetto di continui attacchi da parte di derive egoistiche, individualistiche, egoistiche.

 

(da “La morale del rapporto cosmico sociale”, di Giovanni Nuzzo)