Parlare della vita anche parlando di calcio

(Intervento sul tema “I giovani di oggi ed il calcio”, sala consiliare Polignano a Mare, 22.11.2013)
Grazie per l’invito. Anche se non capisco perché lo abbiate fatto, visto che è noto come io sia un pericoloso rompiscatole. Ancor più se mi chiedete – nell’ambito di un incontro che riguarda il calcio ed in generale lo sport – di offrire un contributo in qualità di genitore.
La verità è che quando si parla di sport sono sempre molto preoccupato. Perché emerge sempre – come infatti è già stato sottolineato da chi mi ha preceduto – la funzione educativa dello sport.
A maggior ragione se si parla di calcio, che tra le attività sportive è quella più comune e famosa.
Ancor più se mi si chiede di esprimere una opinione in qualità di genitore.
Sono preoccupato perché la funzione educativa dello sport, di cui parliamo, dovrebbe essere di accompagnamento alla funzione educativa che, primariamente, deve essere svolta da noi genitori.
E sono preoccupato perché mi accorgo che i primi a dover essere educati siamo noi genitori! Noi adulti.
Difficile pensare che questi giovanotti si rispettino o rispettino gli avversari se i primi ad alimentare incomprensioni e tensioni siamo noi adulti.
Difficile pensare che i tifosi supportino senza offendere arbitri o avversari se i primi che hanno bisogno di calma e tranquillità siamo noi adulti.
Difficile pensare che prevalgano solidarietà, spirito di squadra, aiuto reciproco, se i primi a fare emergere egoismi, invidie e gelosie siamo noi adulti.
Difficile pensare alla funzione educativa dello sport se ognuno di noi è sicuro di avere in casa un campione da far emergere ad ogni costo e piazzare chissà dove.
In breve: difficile pensare che un giovanotto sappia vivere il campo, che è cosa diversa dal giocare in campo, se i suoi esempi familiari non vivano correttamente la vita.
Il vivere è ciò che ampia la prospettiva del campo: se si pensasse più al viverlo, nella sua interezza, più che al giocarci (per quanto pure utile, ma riduttivo), se ne trarrebbero benefici maggiori per tutti.
Non solo. A noi genitori compete di più.
Ci compete anche l’accompagnamento sul campo: sul campo della vita.
Dovremmo, forse, pensare ad un gioco comune con i nostri figli.
I migliori ricordi tra genitori e figli sono quelli legati ai giochi d’infanzia, a ciò che si faceva da piccoli. L’aspetto esteriore del gioco in comune, del giocare una partita insieme, giocatori contro genitori, giocatori contro allenatori o dirigenti o accompagnatori, del gioco insieme sul campo, potrebbe rappresentare l’auspicio per una comune condivisione di un momento bello, un piacevole ricordo, un consolidamento di sentimenti.
Un percorso comune, più che un gioco comune, non tanto nel campo da gioco quanto nel campo della vita. Una sottile ma piacevole metafora quella tra il campo e la vita.
Spero che sappiate coglierla e comprendere che mi riferisco addirittura a ben altro che non sia il semplice gioco in comune, che pure sarebbe utilissimo!
In ogni caso, sia che si tratti di partita di calcio, sia che si parli di vita reale, è importante capire quanto prima che bisogna correre. Sempre.
La vita è una corsa. Correte! Correte soprattutto nella vita, che a differenza di una partita di calcio non dura solo novanta minuti, ma molto di più. A volte meno. Ma è bene essere allenati.
Per cui…correte.
Alleniamoci tutti insieme per correre di più e con maggiore intensità.
Ammetto di essere in conflitto di interessi. Perché da qualche tempo, per quanto gioco ancora a calcio, ho scoperto la corsa e la preferisco.
Consentitemi, allora, di salutare gli amici dell’Atletica Polignano (con la quale sono tesserato e che attualmente presiedo) che hanno condiviso l’iniziativa e che sono presenti e che dopodomani correranno la Maratona di Firenze.
Non è uno scherzo correre per 42 chilometri.
A loro, a me che correrò la maratona con loro, a voi, a noi tutti, l’invito ad allenarci sempre più per correre. Per correre in campo, per strada, in pista; soprattutto per correre nella vita.
Allora…buona corsa a tutti ed in bocca al lupo…








