Eugenio Scagliusi

Eugenio Scagliusi

  • Home
  • Su di me
  • Blog
  • Libri
  • Contatti

EUGENIO SCAGLIUSI

  • Home
  • Su di me
  • Blog
  • Libri
  • Contatti

EUGENIO SCAGLIUSI

  • Home
  • Su di me
  • Blog
  • Libri
  • Contatti
Politica

Per recuperare la politica.

26/11/2015
Per recuperare la politica.

Da almeno dieci anni, ancora più negli ultimi tempi, media – vecchi o nuovi che siano – e social network veicolano il messaggio che non vi siano soluzioni alle disfunzioni della politica e che il sistema sia ormai marcio ed irrecuperabile.
I politici stessi, tutti, indistintamente, vengono ritenuti una casta privilegiata da malversare.
Tutti partecipano al tiro a segno in cui il bersaglio è la politica.

Il risultato è opposto a quello che si vorrebbe ottenere: piuttosto che recuperare senso civico e valore delle istituzioni democratiche si disseminano a casaccio mine che esplodendo rovinano le basi della convivenza sociale. Piuttosto che richiamare l’etica della responsabilità affidandosi alla funzione di organizzazione del consenso attraverso forme professionali e vocazionali nell’esercizio dell’attività politica rappresentativa, si preferisce la ben più comoda etica della convinzione lasciando così prevalere l’adesione a principi assoluti indubitabili e tali da giustificare la disobbedienza civile.

Non è necessario che tutti i cittadini ne conoscano la distinzione weberiana; sarebbe appena sufficiente richiamarsi al più semplice e comune buon senso. Invece, con una confusione stupefacente che accomuna tutti e sempre più nello sport prediletto della polemica ad ogni costo, si propongono ad ogni occasione giudizi di valore negativo su chi si dedica al servizio della comunità (i politici) e sull’attività che essi realizzano (la politica), giudizi quasi sempre generalizzati e precostituiti. Un qualunquismo così diffuso che contrastare è impresa titanica. Al punto che esiste ormai una componente importante dell’elettorato che si alimenta nei luoghi comuni secondo cui la politica è tutta sporca; i politici sono tutti profittatori; l’imposizione fiscale un furto legalizzato per garantire privilegi e soprusi della politica stessa.

Ragioni, insomma, che giustificherebbero rivoluzioni. E magari fossero rivoluzioni culturali! Perché qualcuno arriva addirittura a favorirle, le rivoluzioni, ma quelle con tanto di mazze, bastoni, caschi, barricate, sfasci e rovine varie.
Esiste un nemico da abbattere: lo Stato e le sue istituzioni, insieme a tutti coloro che, a vario livello, anche nel più piccolo e sperduto paesello della nazione, lo rappresentano.

Nessuno è più in grado di segnalare i pregi dei tanti servizi pubblici offerti dallo Stato e dalle sue istituzioni. Né si riconosce più il contributo prezioso della pubblica funzione. Tutto, invece, viene travolto dalla ondata di condanna generale della necessaria direzione politica della comunità.
Qualche nuovo arrivato all’esercizio di ruoli pubblici sembra finanche vergognarsi di presentarsi come “politico”, preferendo identificarsi come “portavoce”.
Si è arrivati al paradosso della politica che cerca di sconfiggere l’antipolitica con le stessa arma, mascherandosi da antipolitica!

Così, annebbiato dal miraggio della democrazia diretta, dietro cui si celano i pericolosi semi di moderne dittature in grado – non diversamente dal passato – di condizionare le opinioni popolari più deboli, il cittadino elettore finisce con il tendere a delegare la rappresentanza politica non più attraverso il filtro di gruppi o movimenti organizzati (i partiti) ma in maniera individualistica.

La prima conseguenza è che nel lavoro di scelta, tipico dell’attività politica, si smarrisce la ricerca dell’interesse più diffuso, laddove non si arrivi addirittura a lasciar prevalere quello individuale.

In questo percorso furoreggiano i media , sempre più veicoli di scarsa qualità, in cui gli spazi per professionalità specialistiche si riducono.
La libertà di stampa, che a giusta ragione indica il livello di democraticità di una comunità, diventa strumento per delegittimare Stato ed istituzioni.
La proposta politica, il confronto su di essa, il dibattito, il dialogo, la ricerca di soluzioni comuni, cedono il passo alle retoriche populiste, alla censura verso la classe politica, ad improbabili inviti alla disobbedienza fiscale.

Nel gioco del civico massacro abbiamo perso la possibilità di investire sulle migliori personalità politiche e così a prevalere sono piazzisti, manipolatori, omofumaioli. Tutti abili nel proporre le scorciatoie massimaliste e populiste, giammai nel produrre comuni sforzi di mediazione tra gli infiniti interessi coesistenti in una comunità.
Il cittadino finisce con l’essere spettatore distratto ma omologato. Sembra che non ci siano soluzioni al miserrimo sfascio culturale. La stessa esigenza di cambiamento, pur fervidamente propugnata, acquisisce significazioni confuse ed oscure.

La soluzione ci sarebbe: recuperare la fiducia verso la funzione politica. Riconoscere il primato della politica. La politica alta, quella che sa cercare condivisioni, superare e comporre i conflitti, perseguire interessi collettivi, valorizzare risorse limitate.
Ci sarebbero anche gli strumenti: rieducarsi civilmente.
Riscoprire il valore del civismo, del senso della comunità, del senso dello Stato e delle istituzioni, del senso dell’unità della comunità, della solidarietà sociale.
Riscoprire, insomma, il valore della convivenza sociale.
Ci sarebbero anche i luoghi e le occasioni materiali: gli incontri, le piazze, i gruppi, i movimenti, ogni forma di formazione sociale che consenta di sviluppare la partecipazione attiva del cittadino alla funzione pubblica. Rivalutare e ripensare i partiti, relegati malamente in soffitta.
Ci sarebbero anche i protagonisti: gli uomini. Tutti, indistintamente. Tutti attori ed artefici e della storia. Tutti chiamati ad essere pienamente inseriti nei contesti storici in cui vivono.

Il pienamente non è casuale. Serve consapevolezza della chiamata, volontà per la missione, fermezza d’azione. Una vera nuova rivoluzione umanistica, che riconosca il primato dell’uomo e della sua vita, motori della società in perenne trasformazione.
Non sono bestemmie. Sono soluzioni. Ne conoscete altre?

Grazie per aver dedicato del tempo a leggere questo articolo. Resta sintonizzato per ulteriori aggiornamenti!
signature
0
Eugenio Scagliusi

Articoli di Eugenio Scagliusi

Potrebbe piacerti anche
Aldo Moro, dialogo e democrazia 
Aldo Moro, dialogo e democrazia 
12/06/2026
Politiche ingannevoli
Politiche ingannevoli
22/05/2026
Per una civile convivenza
Per una civile convivenza
09/04/2026
La forza della solidarietà,  dall’io al noi
La forza della solidarietà,  dall’io al noi
18/03/2026
Per chi volesse provare a capire…
Per chi volesse provare a capire…
10/03/2026
Le scelte, le pecore, la volubilità
Le scelte, le pecore, la volubilità
02/03/2026
Per recuperare la politica.

precedente

Una mezz’ora in libreria
Per recuperare la politica.

prossimo

Alla ricerca di sobrietà.
  • Home
  • Su di me
Eugenio Scagliusi
Vivo a Polignano a Mare (BA)
Ricevo in studio a Polignano a Mare e a Bari.
E. info@eugenioscagliusi.it
T. 335 56 32 748
Privacy Policy
Cookie Policy
  • Contatti
  • Blog

"La crisi culturale si supera investendo sull’individuo,
affinché possa realizzare la propria attitudine a farsi persona"

Eugenio Scagliusi

eugenioscagliusi

1.170 728

I primi due classificati del Premio Strega dovranno attendere, devo prima rileggere un paio di capitoli su un certo cardinale...😀
#azione #pensieroeazione #cardinaleborromeo

1 1
Open
I primi due classificati del Premio Strega dovranno attendere, devo prima rileggere un paio di capitoli su un certo cardinale...😀
#azione #pensieroeazione #cardinaleborromeo

https://eugenioscagliusi.it/intelligenza-artificiale-ed-esperienza-giuridica/
#intelligenzaartificiale #esperienzagiuridica #esperienzacomune #magnificahumanitas

2 0
Open
https://eugenioscagliusi.it/intelligenza-artificiale-ed-esperienza-giuridica/
#intelligenzaartificiale #esperienzagiuridica #esperienzacomune #magnificahumanitas

La lettura della storia.
Era un invito che una persona cara spesso rivolgeva. Leggerla per provare a comprenderla; comprenderla per non farsi trasportare; viverla per esserne protagonisti.
La storia, realizzazione del mondo dell`azione.
#azione #storia #attorinellastoria

2 0
Open
La lettura della storia.
Era un invito che una persona cara spesso rivolgeva. Leggerla per provare a comprenderla; comprenderla per non farsi trasportare; viverla per esserne protagonisti. 
La storia, realizzazione del mondo dell'azione.
#azione #storia #attorinellastoria

"Quando, al mattino, svaniscono i sogni, ci sono da ricomporre le armonie del vivere. Senza rimpiangere il passato, ma scrivendo il futuro con il proprio agire e senza limitarsi a sperare scioccamente invano."
#azione #aurorasorelladelsogno #viverepoliticamente #vivereeticamente #polis #nuovacivitas #ottimismo

5 0
Open
"Quando, al mattino, svaniscono i sogni, ci sono da ricomporre le armonie del vivere. Senza rimpiangere il passato, ma scrivendo il futuro con il proprio agire e senza limitarsi a sperare scioccamente invano."
#azione #aurorasorelladelsogno #viverepoliticamente #vivereeticamente #polis #nuovacivitas #ottimismo

La storia restituisce il "sensus" della continuità in termini di progressione; il diritto scandisce il cammino dell’uomo, solido edificio su cui fondano le valenze di legittimazione consociativa.
#storia #diritto #attorinellastoria #attori #logos #nuovacivitas #polis #azione #vita #vivere #viverepoliticamente #vivereeticamente #viverein #umanesimogiuridico #nuovoumanesimo

1 0
Open
La storia restituisce il "sensus" della continuità in termini di progressione; il diritto scandisce il cammino dell’uomo, solido edificio su cui fondano le valenze di legittimazione consociativa.
#storia #diritto #attorinellastoria #attori #logos #nuovacivitas #polis #azione #vita #vivere #viverepoliticamente #vivereeticamente #viverein #umanesimogiuridico #nuovoumanesimo
Carica altro Seguimi su Instagram

©2025 Eugenio Scagliusi – Powered by Realize*Studio