Serve organizzare una gara?

Chiunque pensi di essere uno sportivo dovrebbe provare ad organizzare una gara. O quantomeno partecipare attivamente ad organizzarne una.

L’affermazione può sembrare radicale, estrema, perentoria.
Partecipiamo ogni domenica a gare podistiche. Nessuno di noi è nato organizzatore. Nessuno di noi ne ha preparazione o competenze.
Molti di noi hanno cominciato a correre quasi occasionalmente.
Nel tempo, abbiamo capito tutti che anche la corsa, contrariamente a quanto continua a pensare qualche sporadico detrattore, non è uno sport individuale. Lo sarà pure se ci si limiti al senso letterale del termine “individuale”. Ma tutti abbiamo imparato ad apprezzare la bellezza del gruppo, della trasferta con gli amici, dello scherzo, della solidarietà, della sana competizione, del lamentarsi sia delle salite sia dei percorsi piatti.

Soffriamo, sudiamo, ci stanchiamo. Ma ogni domenica siamo lì, sul percorso. Appassionati podisti, ma non organizzatori. 

Organizzare una gara sta diventando un’impresa. Non a caso in molti si affidano ad imprese specializzate che lo fanno professionalmente. Ma ai nostri livelli, non è possibile.
Organizzare una gara, in verità, serve, per la associazioni sportive minori, a raccogliere qualche spicciolo che consenta alla associazione stessa di sopravvivere per un anno. Così, quando lo spirito sportivo induce il gruppo di amici a pensare ad organizzare una gara, ci si riempie di entusiasmo e non si pensa neanche alle difficoltà che si incontreranno.

Organizzare una gara, una gara podistica sulla distanza di circa dieci chilometri, come accade solitamente dalle nostre parti, che dura al massimo settantacinque minuti in tutto, richiede mesi di preparazione. Richieste da protocollare; incontri con le autorità; richieste di sponsorizzazioni; umiliazioni nel dover accettare anche somme risibili e quasi offensive, peraltro dovendo ritornare più di una volta per incassarle; studio e verifica del percorso, con l’analisi dei pericoli; conteggio degli incroci, con la specificazione del numero dei volontari che dovranno presidiarli; predisposizione del ristoro finale e del pacco di partecipazione per gli atleti. Alternando entusiasmo e scoramento quando ci si rende conto di essere in pochi. 
Ognuno di noi ha il suo lavoro. Per cui ci si limita ad incontrarsi in serata, un paio di ore, sacrificando il tempo solitamente dedicato alla famiglia. 

Ma non sono questi gli aspetti più difficili.
Le difficoltà maggiori sono altre: il dover mantenere calma ed equilibrio davanti alle tante problematiche, ai tanti piccoli fraintendimenti, anche tra gli amici; dover lasciare liberi di partecipare alla gara i componenti dell’associazione organizzatrice che vogliano farlo, sacrificando altri nel presidiare gli incroci; pazientare e sopportare le insofferenze e le diversità caratteriali, che esplodono nei momenti di maggiore tensione.

Poi arriva il giorno della gara. Non c’è organizzazione che tenga: qualche imprevisto si verifica sempre.
Non c’è dubbio: ogni sacrificio viene ripagato.
Vedere centinaia di atleti, provenienti da diversi paesi, che corrono, si riscaldano, scherzano, sorridono, salutano, si fotografano e fotografano i luoghi, ripaga da ogni sacrificio.

Ma sì, che sarà mai dover spiegare all’automobilista di turno che oggi sarà bene lasciare l’auto e circolare a piedi! Che sarà mai l’intemperanza di qualche sporadico insofferente rispetto alle decine e decine di cittadini che, incuriositi dall’eccezionale movimento, si fermano ed applaudono?

Ogni sportivo dovrebbe provare ad organizzare una gara. Perché solitamente ognuno di noi corre, in fondo, per se stesso. Per provare a migliorarsi, per star bene con il suo fisico, per un suo obiettivo personale.
Organizzare, invece, significa far correre gli altri.
Significa lasciar stare, per un giorno, il proprio egoismo, quello che richiede la soddisfazione di controllare il cronometro; significa, per un giorno, applaudire per come lo fanno gli altri.
Significa offrire agli altri una occasione di divertimento.
La sfida consiste nel provare a far sì che quella occasione sia unica, memorabile, quasi storica.

Correre a Polignano a Mare è una bella occasione.
Non sono tanti i percorsi che possono alternare asfalto, circuito cittadino, centro storico tra i più belli di Puglia, sterrato, attraversamento di spiaggette a pochi metri dal mare, scorci panoramici di rara bellezza. Il tutto in meno di dieci chilometri.

Ci siamo divertiti.
Per un giorno abbiamo fatto correre e divertire altri.
Tutto sommato, si sono divertiti anche i polignanesi cui abbiamo consegnato il centro, per una volta, libero dalle auto fin dalle prime ore del mattino.

Grazie a tutti.
Soprattutto, grazie agli amici dell’Asd Atletica Polignano. Per una volta, abbiamo corso per un traguardo diverso: far divertire gli altri.
Ad averlo ogni giorno, un traguardo del genere…

Guarda http://www.youtube.com/watch?v=jhpgfNwGkOk&feature=youtu.be