Stamattina sono stato in libreria. Ho cercato un libro richiesto da mio figlio ed ordinato uno per me. Poi ho curiosato oltre mezz’ora sugli scaffali dove solitamente trovo letture interessanti.
Non so dire se sono rimasto più dispiaciuto o deluso. Perché per la prima volta dopo tanto tempo non ho trovato nulla. Non ho trovato nulla per me; nulla che mi soddisfacesse, ma neanche nulla che mi interessasse o semplicemente incuriosisse. Non accadeva da anni. Ho provato una strana sensazione. Quasi un sentimento di delusione per non aver trovato un libro. Uno qualunque.
Mi stavo avviando all’uscita ed ho incontrato un amico. Un incontro del tutto casuale ed inaspettato. Abbiamo parlato a lungo, anche di libri. Di libri mancanti. Poi anche di situazioni personalissime e piuttosto spiacevoli. Un buon caffè era la giusta conclusione per l’incontro. Quasi a reciproca consolazione.
Ripensando, stasera, al tempo trascorso in libreria, a quel tempo che, in quella prima mezz’ora, mi è sembrato tempo perso, mi ritrovo complessivamente soddisfatto.
Per almeno tre buone ragioni.
La prima.
Il non aver trovato un libro che mi parlasse, quasi a reazione ha accentuato la voglia di completare quanto prima uno studio su cui lavoro da tempo, sperando che diventi al più presto un libro che mi parli.
Un libro per me, più che un libro mio.
Chissà, forse potrebbe parlare anche ad altri…
La seconda.
Ho trovato un amico che, come me, cercava libri. E già non è poco.
Forse anche lui, come me in quel momento, aveva bisogno di libri. Non di semplici letture, ma di libri che gli parlassero.
La terza è una frase che avrei voluto scrivere immediatamente dopo aver salutato l’amico e gridare al mondo: è sempre bene ed è bello aggrapparsi alla vita.
In ogni caso…suggerisco di andare in libreria. Conviene sempre.
I libri parlano e non sanno tacere. Anche quando non sono quelli sperati.