Una nuova generazione di italiani e di cattolici…

Mi va di proporre un testo straordinario che meriterebbe di essere riportato per intero. Ma ciascuno rimanga pur libero di cercarselo…

«Auspico il sorgere di una nuova generazione di italiani e di cattolici»
…Non serve a nessuno che il confronto pubblico sia sistematicamente ridotto a rissa, a tentativo di dominio dell’uno sull’altro. Allo stesso modo è insopportabile concentrarsi unicamente sulla denigrazione reciproca, arrivando talora a denigrare il Paese intero pur di far dispetto alla controparte.
Anche i media, che devono corrispondere ai compiti di informazione e di controllo che sono loro propri in una società evoluta, non devono cadere nel sistematico disfattismo o nell’autolesionismo di maniera.
Il giornalismo del risentimento che si basa, più che sulle notizie, sui conflitti veri o immaginati, finisce per nuocere anche alla causa per cui si sente mobilitato.

Il Paese ha bisogno di uscire dalle proprie pigrizie mentali, dai pregiudizi ammantati di superiorità, per essere meglio consapevole delle risorse e delle qualità di cui dispone, per dare una giusta considerazione ai successi conseguiti ad esempio sul fronte della lotta alla criminalità, o dell’eccellenza tecnologica, o della ricerca medico-scientifica, o della bio-alimentazione, o dell’industria creativa.

Occorre essere fieri del proprio buon nome, della propria fatica, dell’impegno speso senza vanità e che, quando c’è, non può essere annullato da nessuno. A partire da simili presupposti, è possibile allora per la politica – intesa come l’opera civile più grande per gli altri − proporsi l’obiettivo urgente, ma colpevolmente sempre rinviato, delle riforme che invece sono attese per dare compiutezza a quella transizione istituzionale, politica e strutturale che, se ritardata, assorbe le risorse e corrode gli entusiasmi.

Il Presidente della Repubblica molto opportunamente non si stanca di richiamare le classi politica, amministrativa e giudiziaria, e le diverse componenti dirigenziali, a mettere da parte calcoli individuali, e talora anche meschini, per riuscire negli obiettivi generali.

La stessa questione Meridionale, come viene per lo più evocata, deve acquistare una capacità di interrogazione nuova rispetto all’intero Paese. Le parole come solidarietà, sussidiarietà e reciprocità, quali sono prospettate nel documento sul Mezzogiorno che andremo ad approvare definitivamente in questi giorni, indicano i criteri necessariamente esigenti per una riforma urgente del nostro sentirci Nazione, a centocinquant’anni esatti dal compimento dell’unità d’Italia…

…L’indifferenza verso le istituzioni è una mancanza che si fa pesante e prelude ad una segmentazione del Paese non più consona alle sfide che deve affrontare…

…Mi avvio alla conclusione, confidando un sogno, di quelli che si fanno ad occhi aperti, e che dicono una direzione verso cui preme andare.
Mentre incoraggiamo i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani, vorrei che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni…

…Se questo è un sogno, so che ad esso ci si può avvicinare anzitutto attraverso le circostanze ordinarie dell’esistenza, le tappe apparentemente anche più consuete, ma che racchiudono in se stesse la cadenza del progetto che avanza.

Ecco, vorremmo che i valori che costituiscono il fondamento della civiltà − la vita umana comunque si presenti e ovunque palpiti, la famiglia formata da un uomo e una donna e fondata sul matrimonio, la responsabilità educativa, la solidarietà verso gli altri, in particolare i più deboli, il lavoro come possibilità di realizzazione personale, la comunità come destino buono che accomuna gli uomini e li avvicina alla meta…− formassero anche il presupposto razionale di ogni ulteriore impresa, e perciò fossero da costoro ritenuti irrinunciabili sia nella fase della programmazione sia in quella della verifica…

Angelo Bagnasco.
Prolusione del 25.01.2010.