Vincere la paura di vivere

È facile accontentarsi quando tutto riesce facile. Forse dovrebbe essere il contrario. Bisognerebbe avere paura quanto tutto riesce facile. Le cose senza prezzo non hanno valore. Invece anche le cose piccole, se costano fatica, valgono più delle altre. Nella quotidianità si costruisce; nella straordinarietà ci si illude. Eppure desideriamo la straordinarietà. La ordinarietà sembra non interessarci. Il lavoro quotidiano, costante, umile, sempre, non sembra un valore.
Siamo sempre alla ricerca di un miracolo, di un mago, di un risolutore, del biglietto vincente. Il nostro lavoro? Ce ne lamentiamo tutti. Ci lamentiamo sempre.
La delusione peggiore è quella prodotta dalla confusione generale. Quella generata da chi non sa cosa vuole e cosa dice. Da chi si lamenta sempre. C’è anche chi insegue solo il culto della propria personalità, anche furbescamente.
Il crollo delle illusioni si produce quotidianamente. Forse non lo produce nessuno, almeno consapevolmente. Ma è la conseguenza naturale del vuoto che ci circonda. Un vuoto che ci preoccupa e che qualche volta produce finanche la paura di vivere.
Non ci si deve far prendere dal panico. Per non correrne il rischio si può provare a riscoprire i valori di umiltà, di semplicità, di costante operosità, di amicizia ed amore anche per ciò che appare scontato.
Ci si può fare forza e continuare a lottare. Anche quando arriva un uragano, non serve il solo rinchiudersi in casa. Si devono rafforzare porte e finestre. Si deve vivere. Rafforzando le difese e lottando.
Si può provare a superare la paura di vivere solo rafforzando le difese, perché inducano ad un maggiore coraggio. Rimanere timorosi, senza reagire positivamente, non serve a nulla. Se non a peggiorare le situazioni.
Allora conviene lottare per la vita. Per la propria e per quella degli altri.
La difesa più idonea per la vita è quella che parte dal guardarsi intorno con umiltà. Con l’umiltà di chi è pronto ad apprezzare le piccole infinite cose belle che ci circondano, spesso ai nostri occhi smarrite nella meccanica quotidianità. Occhi che, invece, attraverso l’attenzione sanno scoprire le tante scintille d’amore presenti nella vita.
Il limite del vivere non sta nel cessare della vita, ma nell’uccidere l’amore. Nello spegnere quelle scintille. Nel non vederle. Esistono: scopriamole ed utilizziamole per lasciar vivere la vita.








